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Archivio Lavori > Anno 2004/2005
I personaggi lodigiani
Santa Francesca Cabrini
Francesca Cabrini nacque a Sant'Angelo Lodigiano il 15 luglio 1850 da una famiglia di agricoltori. I suoi genitori, Agostino e Stella Oldini erano gente semplice e di fede salda. Francesca era la tredicesima figlia di natura gracile e esile.
Dopo la morte di entrambi i genitori, la sorella Rosa si prese cura di lei.
A 13 anni Francesca entrò nel Collegio di Arluno delle Figlie del Sacro Cuore dove conseguì il diploma di maestra.
Ritornata a S. Angelo, con la sorella Rosa, si dedicò ai poveri e agli malati del paese; nella loro cura contrasse il vaiolo. Insegnò nella scuola di Vidardo.
Chiese di entrare prima nella Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore, poi nell'Istituto delle Canossiane, ma fu respinta per la sua salute delicata. Monsignor Serrati, parroco di Codogno, le propose di dirigere un orfanotrofio :"La casa della Provvidenza". Francesca le rispose che era decisa di farsi missionaria e quindi non poteva accettare tale incarico. Invitata però dal Vescovo di Lodi, accettò.
Nel 1877 pronunziò i voti religiosi. Nel 1880 trovò a Codogno un vecchio monastero francescano abbandonato e, il 14 novembre, Monsignor Serrati celebrò in quel luogo la Santa Messa per le prime Missionarie del Sacro Cuore. In quel giorno nasceva l'Istituto delle missionarie del Sacro Cuore di Gesù.
Carisma dell'Istituto era l'educazione dei giovani, l'assistenza alle operaie, la costruzione di asili per bambini, secondo lo spirito di Don Giovanni Bosco con il quale la santa ebbe contatto diretto nel 1886 a Milano.
Aprì case a Grumello, Borghetto Lodigiano, Casalpusterlengo e Milano.
Nel 1887 Madre Cabrini andò a Roma per aprire una casa e per chiedere al Papa Leone XIII l'approvazione dell'Istituto e il permesso di recarsi missionaria in Oriente.
A Roma conobbe Mons. Giovanni Scalabrini, Vescovo di Piacenza che si occupava dei problemi degli italiani emigrati all'estero. Monsignore la convinse ad indirizzare le sue Figlie all'assistenza dei nostri connazionali all'estero e Papa Leone XIII la portarono a varcare l'Oceano verso l'Occidente e non verso l'Oriente.
Il 19 Marzo 1889 Francesca e altre sei religiose ricevettero la Croce di Missionarie. Il 23 marzo salparono dal porto francese di Le Havre verso New York, ove sbarcarono il 31 marzo. Per 28 anni Madre Francesca Cabrini si prodigò con tutte le sue forze all'assistenza degli immigrati. Gli italiani in America mancavano di ospedali, orfanotrofi, scuole, chiese, vivevano nell'isolamento più completo. La fragile Suora, per comunicare, imparò lo spagnolo, il portoghese, l'inglese e soleva ripetere:" Noi siamo nulla e possiamo nulla, ma con Dio possiamo tutto; dunque umiltà e confidenza grande sempre."
Visitò ricoveri, ospedali, miniere, carceri, celle della morte portando a tutti il conforto e la parola di Dio. Viaggiò negli Stati di Washington e della California aprendo oratori, scuole, orfanotrofi, sanatori. In 28 anni attraversò l'Oceano Atlantico una trentina di volte.
Madre Cabrini nel 1909 ottenne la cittadinanza americana. Ultima tappa del suo pellegrinare apostolico fu il Columbus Hospital di Chicago, ove morì il 22 dicembre 1917 a 67 anni.
Quest'umile suora aveva praticato per tutta la sua vita il comandamento della carità e dell'amore. Lasciava un'eredità di bene in Europa e in America con 67 fondazioni e 1.300 Missionarie.
Nel 1926 le sue suore raggiunsero la Cina, ma nel 1951 furono espulse per motivi politici.
Madre Cabrini venne Beatificata nel 1938 da Pio XI e Canonizzata da Pio XII il 7 luglio 1946. Nel 1950 lo stesso Pontefice la proclamò "Celeste Patrona di tutti gli Emigranti".
Fu una donna di azione immersa in una vita di contemplazione. La missionarietà di Madre Cabrini è la condivisione della missionarietà del Cuore di Cristo.
Il 12 luglio 1987 a S. Angelo Lodigiano fu inaugurato un monumento "a Santa Francesca Saverio Cabrini e all'emigrante" .
S. Francesca Saverio Cabrini è molto venerata nel lodigiano e la nostra Parrocchia è a lei dedicata.
Preghiera
O Gesù, il cui Cuore Divino è il simbolo vivente di
amore infinito, attira le nostre anime alla tua dolce intimità.
Tu che ti sei consumato per la gloria
del Padre e per la salvezza degli uomini,
rendi anche la nostra vita una continua testimonianza di amor per te.
Ti offriamo i nostri sensi,così pronti
alla dissipazione; il nostro cuore così
incostante; la nostra carne così fragile.
Tutto ciò che abbiamo e siamo, l’offriamo
a te perché diventiamo un gradito olocausto
d’amore.
O Gesù , il cui cuore divino ha sentito fino
all’agonia il peso e la gravità del peccato,
rendi il nostro cuore sensibile alla tragedia dell’umanità che resiste al tuo amore.
Per i peccati nostri e per tutti i peccati
che si commettono nel mondo, noi vogliamo
offrirti la nostra generosa riparazione,
unendola al tuo sacrificio redentore.
Accettala dalle mani della Vergine riparatrice come un atto di fede e di amore.
O Gesù,il cui cuore divino arde dal desiderio
Di portare tutti gli uomini all’amore del Padre,e
accendi anche in noi la fiamma dell’apostolo.
La nostra vita diventi una testimonianza del Vangelo
con l’ardore della parola e l’efficacia
dell’esempio. La tua grazia ci aiuti ad attirare le
anime nel regno del tuo amore,dove l’umanità,unificata
nel tuo nome formerà una sola famiglia nell’amplesso
eterno del Padre.
NEL CUOR DELLA GRANDE AMERICA
Nel cuor della grande America
col pensiero al patrio suolo,
o bianca colomba amabile,
verso Dio spiegasti il volo.
O Madre ritorna sull’onde frementi,
ti chiaman le genti, ti invocano i cuor.
O Madre ritorna per nuovi cammini,
o Santa Cabrini, ci guidi al Signor.
Dai templi della Metropoli
alla squallida miniera,
sul labbro di tutti i popoli
una sola è la preghiera.
O Madre ritorna sull’onde frementi,
ti chiaman le genti, ti invocan i cuor.
O Madre ritorna per nuovi cammini,
o Santa Cabrini, ci guidi al Signor.
Inno a S. Francesca Saverio Cabrini composto in occasione della Canonizzazione da don Ferruccio Ferrari e musicato dal maestro Giovanni Bracchi.